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Professor Anna Bull
Professor Anna Bull

Press Release - 28 November 2007

The Strategy of Tension and the Politics of Nonreconciliation

Un nuovo studio di Anna Cento Bull, Professore di Storia e Politica italiana all’Università di Bath, sostiene che alcuni partiti politici italiani rifiutano ancora oggi di riconoscere il ruolo dei gruppi neofascisti negli episodi terroristici che hanno insanguinato l’Italia negli anni sessanta e settanta.

Il volume, Italian Neofascism: The Strategy of Tension and the Politics of Nonreconciliation, esamina le ricostruzioni personali e collettive della violenza politica di quegli anni elaborate da esponenti di Alleanza Nazionale (nonchè dai gruppi rimasti fedeli agli ideali fascisti), da intellettuali e simpatizzanti di destra e da ex-leader di gruppi di estrema destra operanti negli anni sessanta e settanta. Queste ricostruzioni dimostrano che post-fascisti e neo-fascisti sono tuttora accomunati da un giudizio uniforme sulla strategia della tensione e sui massacri che l’hanno caratterizzata, giudizio che da una parte rigetta le sentenze emesse dai tribunali giudiziari e dall’altra considera i neo-fascisti vittime della cospirazione di altre forze politiche.

In una intervista rilasciata in occasione della pubblicazione del volume, l’autrice ha detto di ritenere che “il mancato riconoscimento da parte della destra del ruolo dei gruppi neo-fascisti nel terrorismo che ha insanguinato l’Italia nel recente passato e l’insistenza nel presentare la propria parte politica in termini di vittima innocente di nemici brutali non offre garanzie che la violenza non riemerga, specialmente se sentimenti analoghi siano riscontrabili anche a sinistra”

“Nonostante Alleanza Nazionale abbia fatto parte del governo Berlusconi, e i suoi leader, in primo luogo Gianfranco Fini, si siano apertamente distanziati dal fascismo, il partito dimostra notevoli difficoltà nell’assumere un atteggiamento critico nei confronti del neo-fascismo”.

L’autrice ha aggiunto: “E’ tuttora diffusa la convinzione che i neo-fascisti processati per strage siano vittime di una magistratura politicizzata a sinistra e che il neo-fascismo sia paragonabile ad un gruppo perseguitato, un giudizio che non è possibile condividere. E’ vero che nella seconda metà degli anni settanta i neo-fascisti diventarono bersaglio di una campagna di violenza orchestrata dall’estrema sinistra, tuttavia ciò non cancella la violenza terroristica perpetrata dalla loro parte.

“Nel mio libro sostengo che l’Italia trarrebbe benefici da un processo di disvelamento della verità e di riconciliazione nazionale in relazione alla violenza politica degli anni sessanta e settanta ma lo considero altamente improbabile, dal momento che tutti i partiti sembrano favorire piuttosto un processo di normalizzazione politica attraverso un’amnesia collettiva”

Italian Neofascism: The Strategy of Tension and the Politics of Nonreconciliation, è pubblicato da Berghahn, e sarà posto in vendita a dicembre negli USA e nel Regno Unito. Il volume sarà anche disponibile in formato elettronico.


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